Chi era Addison — e chi è adesso
Addison Rae nasce nell'ottobre del 2000 e cresce ballando. Durante il periodo universitario inizia a pubblicare video su TikTok — balletti, routine, momenti di vita — e diventa virale in poco tempo. La decisione di abbandonare gli studi arriva quasi naturalmente: nel 2020 Forbes la inserisce in rivista con un patrimonio stimato di 5 milioni di dollari. Ha vent'anni.
Il debutto musicale arriva nel 2021 con Obsessed. I critici la distruggono. Lei non molla. E questa caparbietà è esattamente il filo che attraversa tutta la sua storia — e che risuona forte dentro Times Like These.
La svolta arriva nel 2024 con Diet Pepsi e un contratto con la Columbia Records. Il brano entra nella Hot Billboard 100 e nella top 15 britannica. Il 6 giugno 2025 pubblica Addison, il suo album di debutto, che raggiunge la 4ª posizione della Billboard 200. Non è più la ragazza di TikTok — è un'artista.
Ha recitato in He's All That nel 2021 e Thanksgiving nel 2023. Ha costruito qualcosa partendo dal niente, tra critiche, aspettative e una vita pubblica iniziata giovanissima. Times Like These non è una canzone astratta — è il diario di tutto questo.
Cosa fanno i suoni
Times Like These è una melodia che mescola hip-hop e elettronica ambient. Lenta, ipnotica — il tipo di brano che ti entra dentro senza che tu te ne accorga. C'è un arpeggio delicato accompagnato da una batteria soffice e avvolgente, quasi come un cuscino sonoro su cui appoggiarsi.
La voce di Addison è messa in primo piano: sognante, sensuale, mai sopra le righe. Il mood generale è nostalgico ma non chiuso nel passato — c'è qualcosa di proiettato in avanti, di aperto. E nonostante la profondità del testo, il brano riesce ad essere anche fisicamente piacevole, quasi ballabile. Il paradosso di una canzone sul disorientamento che ti fa muovere.
Il significato
Al centro c'è una crisi d'identità nel tempo. Addison si sente sopraffatta — dalle aspettative esterne, dalla velocità della sua vita, dalla pressione di essere sempre qualcosa per qualcuno.
Nel primo verso emerge tutta questa trappola: cambiare aspetto, cambiare comportamento, compiacere il mondo. Non è una scelta — sembra inevitabile. Poi arriva il ritornello, che è un mix di disorientamento e resa.
"My life moves faster than me" è una delle immagini più oneste dell'album. Non è una metafora complicata — è esattamente quella sensazione di guardare la propria esistenza scorrere dall'esterno, come spettatore di qualcosa che non riesci a tenere il passo. "Can't feel the ground beneath my feet" racconta la perdita della stabilità, del punto fermo.
Nel secondo verso emerge qualcosa di più intimo: la paura dell'intimità, le domande esistenziali, un riferimento diretto alla situazione familiare difficile — la rabbia verso il padre, il peso di relazioni che lasciano segni. Addison non vuole chiudersi al mondo, ma non sa ancora come tenerlo aperto senza farsi male.
La canzone si chiude con una liberazione. Non una risposta, non una soluzione — un abbandono consapevole. Lasciare andare la paura di perdere il controllo. Il ritornante "Head out the window, let's see how far I'll go" è esattamente questo: smettere di resistere e lasciarsi trasportare.
Perché è un brano che conta
In quanti ci siamo ritrovati vulnerabili di fronte alle scelte della vita, con la voglia di scappare da tutto? Penso in tanti. Times Like These non offre risposte facili — offre qualcosa di più prezioso: la legittimità di stare nel mezzo del caos senza doverlo risolvere subito.
Il messaggio è sull'accettazione, sulla crescita, sulla propria vulnerabilità. Accettare il processo degli avvenimenti e lasciarsi travolgere dalla realtà — con tutto il bene e il male che porta — per trovare una pace propria nel lasciarsi andare. Non è debolezza. È la cosa più coraggiosa che si possa fare.